Nel conto dei consumi a riposo di una casa domotica era rimasto fuori il pezzo più pesante: l’hub. Il centralino che tiene in piedi l’impianto sta acceso ventiquattro ore al giorno e non era nella tabella, perché le misurazioni citate riguardavano solo interruttori e prese.
Ecco il pezzo mancante, con misurazioni prese alla presa e non dichiarate dai produttori.
I consumi a riposo
Le due colonne finali sono calcolate qui, a funzionamento continuo e a 0,24 €/kWh, il costo medio tutto compreso per una famiglia italiana. Dove la fonte riporta un intervallo ho usato il valore centrale.
| Hardware | Idle misurato | kWh/anno | €/anno |
|---|---|---|---|
| Raspberry Pi Zero 2 W | 0,4 W | 3,5 | 0,84 |
| Raspberry Pi 5, headless | 2,7 W | 23,7 | 5,68 |
| Raspberry Pi 4, 4 GB | 2,9 W | 25,4 | 6,10 |
| Mini PC N100 fanless (Minisforum UN100C) | 5-7 W | 52,6 | 12,61 |
| Mini PC N100 (Beelink S12 Pro, headless) | 6-8 W | 61,3 | 14,72 |
| Mini PC N100 (ACEMAGICIAN AM06 Pro) | 8-10 W | 78,8 | 18,92 |
Fra il più sobrio e il più avido della lista ci sono ventidue volte di differenza.
Il confronto che ribalta il conto
Nell’articolo precedente, venti interruttori e prese sobri consumavano insieme 2,8 W continui, cioè 5,89 € all’anno.
Un mini PC N100 di fascia media ne consuma 7. Da solo. Due volte e mezza tutti e venti i dispositivi messi insieme, e questo prima di aver acceso una lampadina.
È il ribaltamento che rende il conto interessante. Nella discussione sui consumi della domotica si guardano sempre i dispositivi, che sono tanti e visibili. Il costo sta nella scatola in un angolo, che è una sola e nessuno guarda.
Un Raspberry Pi 5 al posto di quel mini PC porta la spesa da 14,72 a 5,68 euro l’anno. Nove euro: poco in valore assoluto, ma è il 60% del conto energetico dell’impianto, deciso da una scelta fatta una volta sola.
Perché non basta prendere il più sobrio
Il Pi Zero 2 W a 0,4 W sembra la risposta ovvia, e non lo è. Regge un’installazione piccola, non un impianto con decine di integrazioni, database di lungo periodo, telecamere o riconoscimento locale.
Il salto da Raspberry a mini PC x86 si paga in watt e si compra in capacità: più RAM, storage NVMe affidabile invece di una microSD che prima o poi muore, potenza per elaborazioni locali. Chi processa video in casa quei 7 W li spende per una ragione.
La domanda giusta non è quale consuma meno, è quale è il più sobrio fra quelli che fanno il lavoro che vi serve. Che di solito non è quello che avete comprato: il sovradimensionamento in questo campo è la norma.
Una nota sui numeri
Le misurazioni vengono da due fonti diverse, con strumenti diversi: misuratore USB e prese misuratrici per i Raspberry, un wattmetro da presa per i mini PC. Entrambi i metodi misurano alla presa, quindi includono le perdite dell’alimentatore — sono confrontabili, ma non provengono dallo stesso banco di prova.
Il consumo reale dipende anche dal carico: un impianto con cinquanta automazioni attive e un database che cresce non sta all’idle dichiarato. Questi numeri sono il pavimento, non la media.
Come misurare il vostro
Serve una presa con misuratore, si lascia inserita qualche giorno e si legge il consumo cumulato. La formula per convertirlo: watt × 8,76 = kWh all’anno, poi si moltiplica per il proprio prezzo al kWh.
È l’unico numero di questa serie che potete ottenere davvero da soli, ed è anche il più utile: è il vostro, non la media di qualcun altro.
Fonti
- Consumi misurati dei Raspberry Pi, aggiornamento luglio 2026 — raspberry.tips
- Misurazioni idle e sotto carico di mini PC Intel N100 e N150 — Hobbyist’s Hideaway
- Costo medio del kWh in Italia, III trimestre 2026 — luce-gas.it
Avete misurato il vostro hub? Scrivete modello e watt nei commenti. Raccogliamo le letture reali e le pubblichiamo in un confronto aperto: è un numero che nessun produttore mette in scheda.
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