Quanto consuma una lampadina smart spenta

Che le lampadine smart consumino anche da spente è vero. Quanto consumino è un’altra storia: in rete si leggono cifre che vanno da “trascurabile” a “quattro watt per lampadina”, con un fattore dieci di differenza e quasi mai una misurazione dietro.

La misurazione esiste, ed è anche parecchio accurata.

Il numero misurato

Didier Stevens ha misurato una Philips Hue da 1100 lumen in stato spento con due metodi diversi: un misuratore da presa lasciato in funzione per dieci giorni, e un wattmetro di precisione GPM 8310 su un ciclo di ventiquattro ore.

  • Su dieci giorni: 0,07756 kWh, cioè 0,32 W medi
  • Su ventiquattro ore con lo strumento di precisione: 8,92 Wh, cioè 0,37 W

Prendiamo il valore più alto e più accurato, 0,37 W, e vediamo cosa significa in bolletta a 0,24 €/kWh.

Lampadine spenteWatt continuikWh/anno€/anno
10,373,20,78
51,8516,23,89
103,732,47,78
207,464,815,55

Una lampadina spenta costa 78 centesimi all’anno. Dieci ne costano quasi otto euro, cioè più di venti interruttori domotici sobri messi insieme. Venti lampadine arrivano a quindici euro e mezzo: quanto un mini PC che fa girare l’intero impianto.

Da dove arriva il numero gonfiato

Qui sta la parte interessante, ed è anche la spiegazione di metà delle cifre sbagliate che circolano.

Misurando la corrente assorbita dalla lampadina spenta si legge circa 0,0175 A. A 230 volt verrebbe da moltiplicare: fa quattro voltampere. Ed è esattamente da qui che nasce il “quattro watt per lampadina” che si trova in giro.

Solo che voltampere e watt non sono la stessa cosa. In questo circuito il fattore di potenza è circa 0,10: la potenza realmente assorbita è un decimo di quella apparente. Quattro voltampere diventano 0,4 W reali, che è in linea con i 0,37 W misurati direttamente.

E la distinzione non è accademica: i contatori domestici italiani fatturano l’energia attiva, cioè i watt, non i voltampere. Quello che pagate è 0,37 W, non 4.

Chi misura con una pinza amperometrica e moltiplica per la tensione sbaglia di un fattore dieci. È l’errore che rende il tema più allarmante di quanto sia.

Cosa farne

  • Non toglietele dalla corrente. Una lampadina smart staccata non risponde ai comandi, e sono 78 centesimi l’anno: il gioco non vale la candela in nessuno scenario domestico.
  • Il numero conta solo in scala. Sotto le cinque lampadine è rumore. Sopra le venti diventa una voce paragonabile all’hub.
  • Preferite l’interruttore alla lampadina, dove potete. Un interruttore smart a monte governa lampade normali con un solo consumo a riposo invece di uno per lampadina. Ha senso soprattutto sui lampadari a più punti luce.
  • Diffidate delle cifre senza metodo. Se un articolo dice quanto consuma un dispositivo senza dire come l’ha misurato, probabilmente non l’ha misurato.

I limiti di questo numero

È una misurazione su un solo modello, una Hue da 1100 lumen. Lampadine di altre marche, con altri chip radio e altri alimentatori, possono stare sopra o sotto: il valore va preso come ordine di grandezza per una lampadina smart di buona qualità, non come costante universale.

Il metodo, però, vale per tutte: due strumenti, dieci giorni, e la distinzione fra potenza apparente e potenza attiva.

Fonti

  • Didier Stevens, Power Consumption Of A Philips Hue lamp In Off State, 2022 — blog.didierstevens.com
  • Costo medio del kWh in Italia, III trimestre 2026 — luce-gas.it

Terzo capitolo del conto dei consumi a riposo di una casa domotica, dopo interruttori e prese e l’hub.


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